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Addio, Principessa Leia

Carrie Fisher. Quelle figure inscritte nel tuo DNA. Come il primo film, che all’epoca si chiamava semplicemente “Guerre Stellari”, scritto a penna su una VHS da mio papà. Visto e rivisto tante volte, spesso un sottofondo ai miei giochi di bambina.

 

Quella frase ripetuta dall’ologramma.

Ecco, nasce tutto da lì. Ma poi si cresce e si capisce che il personaggio in realtà non è solo una principessa da salvare, ma è una principessa coraggiosa, intelligente, capace di usare armi da fuoco. Una principessa che si salva da sola, grazie tante, perché Luke è un completo inetto, e Han Solo un disorganizzato.

 

Ho quattordici anni: ho il poster in camera mia, quello originale, in cui Leia ha imbracciato un fucile fotonico e spara senza la minima esitazione. L’ho comprato a Londra, insieme a mia mamma, insieme al poster di Much Ado About Nothing e Cats. Formano una specie di collage, sul muro, un miscuglio di tutte le cose che amo. Compro il gioco di ruolo di Guerre Stellari. Leggo i romanzi di Timothy Zahn. Compro i fumetti. Guardo, leggo, gioco, vivo Star Wars per la maggior parte degli anni dell’adolescenza.

E continuo, sempre, di anno in anno, come una specie di fede che mi segue nella vita. Persino con Ste, le vacanze di Natale sono occasione per fare una maratona di Guerre Stellari.

Certo, ha fatto altri film, altri personaggi memorabili, ma lei sarà sempre Leia, la principessa, prototipo forte e grintoso del tipo di persona che vorrei essere (inclusa la parte in cui bacia Harrison Ford, ovviamente).

 

Crescendo ho imparato anche ad amare l’autrice Carrie Fisher, il suo humour, le sue storie, le sue opinioni sulle donne, e il ruolo che ricoprono nella società. Mi ritrovo a pensare che Leia e Carrie hanno molti tratti in comune, in particolare il loro grande senso di indipendenza. Oggi leggo su Bossy un articolo in cui compaiono le frasi femministe pronunciate da Carrie Fisher. Alcune me le ricordo, altre sono nuove, e colpiscono a segno.

“Fanculo la bellezza, è una cosa superficiale, e le mie altre qualità sono di gran lunga più importanti del mio aspetto” (x)

È inutile, non ce la faccio proprio a togliermi la tristezza dalla mente. Ho passato la sera della Vigilia di Natale sperando che ne uscisse. Ho tirato un sospiro di sollievo quando sono arrivate notizie rassicuranti, distratta dalla morte di George Michael. Poi ieri sera, comoda comoda sul divano, pronta a una serata in relax,  arriva la notizia. La serata diventa buia, questo anno amaro e pieno di lutti di persone che amavo aggiunge il carico più pesante proprio alla sua fine.

Persino i genitori, da Milano e dalla California, videochiamano a più riprese cercando di darmi conforto. Perché mio papà mi ha passato questo amore per la fantascienza e Guerre Stellari, e mia madre l’ha nutrito con numerosi viaggi a Londra e numerose spedizioni a negozi di fumetti in ogni dove. Anche loro lo sanno, per me è come perdere un parente, una figura con la quale sono cresciuta e che non sarà mai rimpiazzata.

Buon viaggio, Carrie, principessa Leia. Che la Forza sia con Te, sempre.

 

 

 

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